essere nelle situazioni: osservarle, conoscerle, raccontarle...
L'intero racconto si sviluppa all’interno dello spazio domestico durante i mesi sospesi della pandemia.
Quello che fino a poco prima era solo il luogo del ritorno serale diventa improvvisamente il centro assoluto della vita: casa, rifugio, confine, universo chiuso.
Il capitolo ricostruisce una quotidianità fatta di piccoli gesti ripetuti, di ritmi rallentati, di giornate che sembrano tutte uguali eppure diverse nei dettagli.
Fuori, la città si svuota, si ferma, si fa silenziosa. Dentro, invece, la vita continua, si adatta, si reinventa.
Lockdown? Scialla!(2020)




Non c’è drammatizzazione forzata nel racconto. C’è piuttosto uno sguardo intimo, familiare, capace di cogliere anche l’ironia e la leggerezza che emergono nei momenti più inaspettati. Il titolo stesso – “Scialla” – suggerisce una chiave di lettura che smorza la tensione, che prova a respirare dentro la costrizione.
Le relazioni diventano il fulcro: la convivenza si intensifica, gli spazi si condividono più del solito, le distanze si accorciano fino a diventare inevitabili. In questo contesto emergono nuove dinamiche, nuove abitudini, nuove forme di vicinanza.
Quello che in tutto il mondo è stato un periodo che ha messo a dura prova moltissimi equilibri familiari, in altri casi li ha rinnovati e rafforzati. A posteriori posso dire è che la mia famiglia ne ha tratto un beneficio.
Lungi da me rimpiangere quei giorni, ma chiusi in casa io e mia moglie non eravamo più due boomers né le nostre figlie due millenials: eravamo solamente due adulti e due ragazze costretti dentro quattro mura, che hanno cercato e trovato delle risposte.




Le immagini attraversano stanze, volti, gesti quotidiani: momenti semplici che, in quel contesto, assumono un valore diverso. Ciò che prima era scontato diventa essenziale. Ciò che era marginale diventa centrale.
Il capitolo è anche una riflessione sul tempo: un tempo dilatato, sospeso, che costringe a fermarsi e a guardare più da vicino ciò che si ha accanto. Non racconta solo una crisi collettiva, ma un’esperienza personale condivisa.




“Lockdown? Scialla!” non è solo il ritratto di un periodo storico, ma uno sguardo su come, anche nelle restrizioni, possano emergere nuove forme di consapevolezza.
Invita a riconoscere che, a volte, è proprio quando tutto si ferma che si inizia davvero a vedere.

