essere nelle situazioni: osservarle, conoscerle, raccontarle...
Carla, la protagonista, è una donna affetta da spina bifida, incontrata inizialmente come possibile soggetto per raccontare la disabilità. Quello che all’inizio appare come un progetto legato a una condizione fisica si trasforma presto in qualcosa di diverso: non più la storia di una disabilità, ma quella di una donna nella sua interezza.
Per una donna disabile, coltivare giorno dopo giorno la propria femminilità, la propria amabilità, può essere anche una leva per superare lo stigma della parola disabilità.
Disamability (2017-22)


Dalla ricerca iniziale di informazioni, dai dubbi e dai timori iniziali, fino al primo incontro con Carla. Una donna autonoma, consapevole, pienamente inserita nella vita sociale, lontana dall’immagine stereotipata che spesso accompagna la disabilità.
Non c’è retorica nel suo racconto. C’è piuttosto una forza quieta, una normalità conquistata e vissuta senza bisogno di dimostrare nulla. La carrozzina esiste, ma non definisce. È presente, ma resta sullo sfondo.
L’incontro con Fabrizio, il suo compagno, sposta definitivamente il centro della narrazione. La loro relazione diventa il cuore del progetto: una storia d’amore in cui la disabilità non scompare, ma perde centralità. Ciò che emerge è la complicità, il desiderio, la quotidianità condivisa, fatta anche di piccoli adattamenti e soluzioni pratiche, che però non intaccano l’intensità del legame.
Le immagini attraversano spazi intimi e momenti diversi: la casa, il tempo libero, gli incontri, la vita di coppia. Ogni scatto scava un po’ più a fondo, cercando di liberare Carla da ogni etichetta, restituendola prima di tutto come donna, come persona capace di sedurre, di amare, di vivere pienamente.




Questo reportage nasce una volta concluso "Diversamente disabile", il lavoro intrapreso tre anni prima per far conoscere questa condizione ed in cui ho esplorato il superamento da parte di Carla di un po' tutte le barriere culturali e fisiche. I tempi erano maturi per andare al nocciolo di questa donna, di parlare dell'aspetto predominante della sua personalità.
Disamability rappresenta un cambio radicale di prospettiva, il superamento totale dei luoghi comuni, rinunciare a una narrazione facile, scegliere di andare oltre la superficie. Non raccontare ciò che manca, ma ciò che c’è.


“Disamability” non è solo il ritratto di una donna con disabilità, ma una riflessione sullo sguardo che la osserva. Su quanto sia limitante fermarsi all’evidenza e su quanto, invece, possa essere potente andare oltre.
L’identità di una persona non coincide mai con la sua condizione.
E che, a volte, basta cambiare punto di vista per accorgersi che ciò che pensavamo limite è solo una parte, non il tutto.

